Avviene – anche nel poeta di avventata avvenenza – l’avvento del mostro. Poeta-anfibio, l’ho detto – e i rospi non mi hanno tradito. Nella traduzione in spirito urodelo, mordace batrace. À rebours – ne ho traversato l’opera. L’Apocalisse prima della Genesi – un Esodo a ritroso, dissertando nel deserto di giugno, mese-ragno, dai giorni ottopodi. Mi servirebbero tre cuori ora, come i polpi, per ripercorrere tutto ex novo. * Federico Ital…
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