Usava una parola molto più possente. Per dire ciò che noi intendiamo, indotti dagli intellettuali modaioli, con fake news, lui diceva «controverità» – e occorre aggiungere che quest’uomo dal nome di un brigante variopinto, con gli occhiali tondi e il sorriso laccato, aveva già capito tutto ottant’anni fa o quasi. L’immagine è questa. Siamo nel 1941 e il tizio, prima per impegno contratto con il ministero dell’Informazione del governo di Vichy, p…
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